A tu per tu io e te – 3

Ciao e grazie di essere qui. Oggi mi piacerebbe parlare con te di un concetto  fondamentale per sé stessi e per gli altri: la capacità di mettersi nei panni dell’altro. Sembra facile, sembra scontato e di poco conto perché siamo immersi nella frenesia e nelle logiche dell’individualismo, per cui i miei pensieri, il mio modo di vivere, il mio modo di fare viene prima di te ed è migliore del tuo.

Stento a credere che una dinamica del genere non inneschi continue liti. Tra fidanzati, tra coniugi, tra amici. Tra persone. E queste liti, se covate e non elaborate adeguatamente, creeranno gradualmente ma inesorabilmente dei muri o la perdita del rapporto.

Perciò, è arrivato il momento di chiederti: sai cosa significa concretamente mettersi nei panni dell’altro? Ti aiuto io. Non si tratta solo di un gesto, compiuto una volta ogni tanto ma consiste in una vera e propria propensione a mettere in secondo piano  l’IO per far spazio al TU. Un gioco di inversione di ruoli. E’ fermarsi a pensare: “Come potrebbe mai sentirsi mia moglie in questa situazione?” oppure “Cosa proverebbe il mio fidanzato se facessi/dicessi..?”

Pensi sia un lavoro inutile o troppo faticoso? Non sai però quanti benefici ti regalerà. Perché mettere al centro l’altro, ti aiuta a capirlo meglio, a renderlo felice, a farlo sentire compreso e accolto da te. Sono queste le piccole azioni che cambiano il mondo, sai. Le azioni che mettono in circolo l’amore e proprio perché è un circolo torna poi al mittente. Sempre e sotto forme inaspettate.  Personalmente chiamo queste azioni piccole rivoluzioni che non richiedono clamore o voci forti, quanto piuttosto la consapevolezza che dobbiamo essere noi per primi a fare il primo passo verso il cambiamento. Certo, questo per te significa uscire dai tuoi schemi, dai tuoi soliti parametri di giudizio, dalla tua comodità di aspettare di ricevere qualcosa dall’altro. Capisco che se non abituata/o a questa mentalità può sembrarti complicata da attuare ma io so come aiutarti. Per il momento ti invito a iniziare tu per prima/o.

Inizia tu a interrogarti su come può essersi sentita tua madre ieri quando le hai risposto in quel modo o da cosa può essere dipesa la reazione del tuo fidanzato che oggi non ti è piaciuta. Mettiti nei suoi panni e chiediti cosa ha provato e come potrebbe sentirsi. Mettiti in ascolto di una voce silenziosa. Questo ti aiuterà a rivedere alcune tue posizioni, a modificarle e ad abbassare le tue difese.

In quante situazioni parti prevenuta/o? Quante volte alzi il tono della voce solo per attirare l’attenzione su di te e farti sentire? Quante volte avresti voluto che l’altro sapesse il dolore/la fatica/l’impegno/l’amore che hai speso per fare una cosa? Immagino tante. Ecco, riconoscendo le sue emozioni, l’altro potrà riconoscere anche le tue. Malintesi, risposte sbrigative, domande mal poste, sottointesi, sguardi cupi, toni diversi celano tante emozioni e stati d’animo, che spesso restano in penombra e non vengono espressi esplicitamente.

Chiaramente a volte ci sono alcuni problemi di comunicazione che complicano le cose. Dai detti, detti male e non detti nasce il giudizio verso l’altro. Giudizio che vanta un’ampia gamma di alleati: pretesa, critica, lamentela, presunzione, arroganza, superbia, distacco, freddezza. Io posso aiutarti a comprendere come e quando mettere in pratica lo strumento di cui ti sto parlandoe sono sicura che chi hai intorno noterà la differenza. Perché mettersi nei panni dell’altro migliorerà la tua coppia, le tue relazioni a lavoro, in famiglia, con gli amici ma soprattutto farà sentire bene te.

Concludo condividendo una frase di Walt Whitman che mostra l’essenza del mio discorso di oggi: Io non chiedo al ferito come si senta, io divento il ferito.

A presto, V.

Leggi anche gli altri articoli –> https://vanessasaralli.com/a-tu-per-tu/ https://vanessasaralli.com/a-tu-per-tu-io-e-te-2/

A tu per tu io e te – 2

Ciao e benvenuto/a al nostro secondo appuntamento. Ho pensato ad uno spazio appositamente per te, per offrirti un’occasione di incontro e condivisione nella quale farti sentire accolta/o e rilassata/o, come a casa tua, ricreando per quanto mi sia possibile un’atmosfera familiare.

Ultimamente su Instagram propongo dei sondaggi su tematiche personali con lo scopo di incuriosire e far riflettere, come se fossero delle aree di sosta brevi in cui prendersi un minuto per sé ed entrare in contatto con ciò che si prova.

Nella vita delle persone, spesso, la sofferenza fa da sfondo. Però non sempre viene esplicitamente espressa o riconosciuta come tale. Mancanza di tempo o voglia? No. Serve piuttosto un’educazione alle emozioni, sia piacevoli che spiacevoli, che ne facilita l’espressione, la legittimizzazione e quindi l’accettazione. Non c’è nulla di male ad essere tristi, giù di morale o arrabbiati. Ma anche questi momenti devono diventare terreno fertile su cui costruire. Cosa? La conoscenza di sé. Come si fa? Entrando in contatto con il tuo mondo interno. E io posso aiutarti in questo.

Esiste anche una sofferenza talmente stratificata dentro di sé che ci si è fatta l’abitudine e con la quale si è imparato, più o meno, a convivere, pensando che ormai sia quello lo scenario che predominerà. Tu riesci a rintracciare i motivi della tua sofferenza e a trovarne la data di inizio?

Riesci a vedere oltre il dato oggettivo che ti si presenta? La durezza, il cinismo, la rabbia, l’egoismo, l’infelicità, la solitudine, l’indifferenza, l’insoddisfazione, il giudizio non sono altro che sfaccettature di una stessa matrice: la sofferenza.

A volte prende la forma di un disagio talmente forte e disturbante che non ci si sente in grado di contenere e gestire, altre invece è silenziosa e logorante. Capisco bene quanto deve essere difficile e pesante vivere e affrontare entrambe le situazioni. Io posso aiutarti a venirne fuori, offrendoti  gli strumenti attraverso i quali gestire i momenti di difficoltà. Da soli non è facile, non per incapacità personale ma per il semplice motivo che si è coinvolti attivamente e personalmente, quindi può venir meno l’obiettività. Oppure non si ha la forza e la motivazione sufficienti. Il confronto invece è importante per ampliare la propria prospettiva e per crescere. Di imparare non si finisce proprio mai. Potrai sempre imbatterti in circostanze per te nuove che ti metteranno in discussione e faranno emergere aspetti di te che non sapevi di avere o che non ricordavi di avere.

Per cui la leggenda che recita “Io sono così, non posso cambiare” oppure “Sono fatto così, non posso farci niente” è una coperta di Linus. Pensare a sé stessi in questi termini è come darsi per spacciati, come se ormai fosse tutto prestabilito e immutabile. Ma da chi? E soprattutto: ti fa stare bene?

Vorrei lasciarti con una frase che reputo significativa: Il coraggio di immaginare alternative è la nostra più grande risorsa.

Non c’è niente di già dato o prestabilito. Puoi essere chi vuoi e arrivare dove vuoi, con la giusta motivazione e forza di volontà, o almeno provarci. Sei tu la/il protagonista della tua vita, tu il pilota e sempre tu a decidere e a scegliere. Non c’è niente che tu debba sopportare o accettare contro la tua volontà. La parola chiave è coraggio. Perché ne occorre tanto per essere felici ma regala un senso di soddisfazione e pienezza impagabili. Tu che ne pensi? Che idea hai?

Puoi condividere con me i tuoi pensieri. Mi trovi sui social per seguire i miei contenuti e per partecipare ai sondaggi. Grazie per il tuo tempo.

A presto, V.

A tu per tu io e te

Ciao e ben arrivata/o all’interno di questa idea strana che mi è venuta in mente. Mi chiamo Vanessa e sono una psicologa. L’idea di questa mini-rubrica “A tu per tu io e te” nasce dal desiderio di avere un contatto più intimo e ravvicinato tra di noi. Non sono molto portata per i social e seguo poco le mode del momento. Non riesco a dire o fare qualcosa solo per ottenere gradimento. Ma so ascoltareso accogliere e accettare. Che poi è qualcosa di tremendamente silenzioso e sottile che se non ci fai caso, nemmeno te ne accorgi.

Mi immagino una chiacchierata informale, di quelle che mettono a proprio agio e fanno sentire di essere nel posto giusto: da una parte una persona parla di sé, del momento che sta vivendo e delle emozioni che sta provando e dall’altra parte una persona che la ascolta, che le è vicina empaticamente e che si prende cura di lei. Ecco, mi piacerebbe aiutarti a venire fuori dalla situazione che ti blocca o da quella circostanza che ti impedisce di stare bene con te stessa/o.

La psicologia per me ha sempre profumato di bello. Mi è sempre piaciuta leggerla, studiarla, ascoltarla e impararla dai grandi. Quelli bravi, quelli che sanno fare tante cose.

 Il mio intento, quindi, è di condividere con te alcune riflessioni e punti di vista per farti vedere coi miei occhi quello che amo e che svolgo con passione e determinazione. E perché no, anche di farti avvicinare a qualcosa che a molti spaventa o vedono con pregiudizio. Non mi metterò a spiegare o a interpretare. E ancora meno a giudicare.

La formazione ha rivestito un ruolo fondamentale per me in questi anni e la possibilità di praticare il lavoro che riempie la mia vita per me è un dono. Non spaventarti troppo se sentirai questa parola e simili ma io non posso fare a meno di essere ottimista, fiduciosa nei confronti della vita e pensa un po’, anche grata.

Non che non ci siano stati ostacoli o intoppi durante il percorso ma la felicità e il voler arrivare al mio obiettivo hanno sempre prevalso. Dal mio punto di vista, la psicologia è una vocazione, un’attitudine, un modo di fare e di essere. Non puoi certamente improvvisare nulla, anzi presuppone uno studio serio e tanta dedizione. Le difficoltà che ho incontrato hanno lasciato cicatrici rimaste ben impresse dentro di me ma non mi hanno scoraggiata perché ho sempre avuto chiaro in mente quale fosse il mio obiettivo e sarei felice di aiutarti a trovare o a raggiungere il tuo, sarei felice di guidarti se per un tratto del tuo percorso hai smarrito la strada. Perché gli impedimenti spesso capitano senza andarli a cercare e vergognarsi di chiedere aiuto è fare un torto a sé stessi. Non sei debole, vuoi solo farcela e io posso aiutarti in questo.

Tornando al concetto di condivisione, non posso non condividere con te una cosa che ho imparato bene: nelle scelte importanti e serie, non servono mattate di impulsività o scenate da super uomo. Quello che serve è avere qualcuno accanto a te che ti conosca molto bene e sappia consigliarti in caso di tua indecisione e poi fare affidamento a quello che ti dice la tua pancia. Esatto, hai capito bene, non va solo riempita di cibo, va anche riempita di senso. Lei sarà la prima (prima ancora del tuo cervello!) a trasmetterti delle sensazioni e delle intuizioni utili. E poi, ultimo ma non meno importante (anzi) devi conoscerti tu in primis per capire dove orientarti e  prenderti la responsabilità di quello che deciderai di fare. Perché ti sto dicendo questo? Perché per esempio una scelta importante per me è stata capire cosa fare da grande. Scegliere significa anche rinunciare e impegnarsi a seguire una direzione (che può ramificarsi ma deve comunque essere coerente per dare frutti). Dentro di te c’è talmente tanto potenziale, tante risorse, tanto di buono che se non usato un giorno potresti rimpiangerlo.

Io sono la prima a credere in te, sono la prima a credere nelle cose belle e nel buono che una persona può costruire. Scegli quello che ti piace, scegli quello che ti motiva e che ti appassiona. Scegli quello che sai che ne vale la pena. Ma scegli. E ogni mattoncino potrai usarlo poi per creare il tuo bellissimo palazzo. Quindi non farti scoraggiare dagli altri, non dare retta a quelle voci che ti vorrebbero “piccolo”. La felicità siamo noi a costruircela.

Quello che vorrei averti trasmesso, a prescindere dall’età, dal sesso, dal colore,  è la certezza che dentro di te ci sia qualcosa per cui andare avanti, per cui essere fiero/a, qualcosa che ti fa sognare ma che forse proprio per questo ti spaventa.

Questa prima mini-rubrica introduttiva l’ho scritta per prenderti per mano e portarti in alcuni posti per me familiari e per regalarti spunti di riflessione. Spero di essere riuscita nel mio intento e che leggerai anche la mia prossima rubrica. Nel frattempo, se hai voglia puoi scrivermi i tuoi commenti o i tuoi pensieri relativi alla tematica affrontata qui o anche di altra natura.

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A presto, V.